Scoprire l’isola

Situata nella zona nord-occidentale dell’Adriatico, si addentra in un’ampia insenatura a racchiudere, assieme al Lido di Venezia, la laguna che da quest’ultima prende il nome. I suoi confini son descritti da una costa alluvionale bassa e piatta, “lato Laguna” e cordoni litoranei formatisi nel tempo in seguito all’apporto di detriti, trasportati dai fiumi e poi dal mare, che si andavano man mano depositandosi e accumulandosi sui fragili arenili a breve distanza dalla costa grazie al moto ondoso e alle direzioni delle correnti marine.

L’ accumulo di detti materiali rende pos­sibile la formazione di quegli scanni che formarono gli allungati cordoni litoranei, che, con il formare la “lingua” di territorio emmergente, diedero dimensione e entità a quello specchio d’acqua che racchiudono, la Laguna, dal mare aperto.

Oltre a quello di Pellestrina, nello stesso modo si son formati anche il litorali del Lido, Cavallino e Sottomarina interrotti da ampie aperture chiamate “bocche di porto” attraverso le quali avvengono i diuturni scambi d’acqua tra mare e laguna dovuti all’altero gioco delle maree. Si aprofitta di questi varchi per il pas­saggio delle navi che entrano nei porti di Chioggia, Malamocco-Marghera e Lido-Venezia. Dalle tre “bocche di porto” si diramano verso l’interno della Laguna i larghi e profondi canali, para­gonabile allo schema del polmone, sia a livello schematico che funzionale. Dunque la vita della laguna è condizionata dall’attivo scambio d’acqua con il mare, molto più ossigenata, anche se fortemente minacciata dall’apporto di rifiuti di ogni genere delle popolazioni insediate.