Storia

L’origine e il nome di Pellestrina hanno sempre rappresentato, per gli studiosi, un problema assai complesso e di difficile soluzione. Per spiegarne la derivazione bisogna probabilmente risalire, secondo l’Olivieri, ad un certo Philistus, storico generale siracusano, esiliato in Adria da Dionisio il Vecchio (tiranno di Siracusa 406 — 367 a.C.), verso il 386 a.C.

Filisto (come viene ricordato da Plutarco) avrebbe fatto scavare delle fosse per mettere in comunicazione l’Adige con la Laguna d’Adria: le Fosse Philistinae. Alle dette fosse aveva accennato il Filiasi, nelle sue Memorie Storiche de’ veneti primi e secondi, in un passo che merita di essere sottolineato: “Pas­sato il porto di Malamocco e del Lido dove questa città nominata anche dal Porfirogenito esisteva, altro Lido comincia strettis­simo e lunghis­simo. Dal cosidetto Forte della Punta fino al Porto di Chioggia estendendosi per sei miglia, e già vedemmo come nell’epoca Romana Lido Filistino a causa delle Fosse Filistine”. Ed aggiungeva in un altro passo: “né’ documenti del 948, e 988, (queste fosse) sono chiamate Fosse Pistrine non solo, ma anche Pelestrine, e Pilistine, alterazioni dell’antica voce Phylistinae,…”.

Altro detto dice che il nome abbia origine dal fatto che la gente dell’isola avesse la “pelle strana”, una pelle molto dura, ricoperta da grossi strati di salsedine esiccata al sole, cosa pos­sibile in un popolo di pescatori, costretti tutto il giorno a vivere lavorando su di una barca.